Oggi vorrei parlare di una delle serie più interessanti uscite questo periodo sulla piattaforma streaming Netflix: parlo di Altered Carbon.

Altered Carbon
Altered Carbon su Netflix. Vale la pena guardare questa serie? La recensione di Giovanni Garassino per UpGo.news di Altered Carbon.

La serie è tratta dal romanzo Bay City di Richard K. Morgan ed è composta da 10 episodi. La serie è stata creata da Laeta Kalogridis, sceneggiatrice e produttrice cinematografica che ha collaborato in film quali Alexander, Shutter Island, Terminator Genesys e Avatar. Sono passati ben quindici anni da quando Kalogridis ha opzionato i diritti del libro per una trasposizione e solo nel 2016 ha ottenuto l’incarico della produzione del prodotto da Netflix.

Come mai è passato così tanto tempo? In primis dipende dal’ambientazione cyberpunk di Altered Carbon, che negli anni passati non è stato molto considerato dal grande pubblico, ma che adesso è decisamente tornato in voga con film quali Ghost In The Shell o il capolavoro Blade Runner 2049.

In secondo luogo c’è da considerare il fatto che violenza, scene di nudo, tematiche scomode (ad esempio la pedofilia) e una crudeltà davvero diffusa sono alla base delle opere di Richard K. Morgan. I tempi, ad oggi, grazie ad una serie di diffusione mondiale come Game of Thrones di HBO, sono maturi per poter portare sullo schermo determinate dinamiche.

C’è poco da dire: Altered Carbon ad oggi è la serie più ambiziosa di Netflix, sotto ogni punto di vista. Economicamente è stato uno sforzo notevole, dovendo creare in computer grafica buona parte delle ambientazioni.

Di cosa parla Altered Carbon?

Una breve introduzione alla storia. Le vicende sono ambientate nel 2384 e il concetto di mortalità è stato superato: grazie alla tecnologia le persone possono creare un backup della loro essere e spostarlo da un corpo ad un altro. Solo in pochi, i più ricchi possono disporre della vita eterna, creando dei corpi clonati di sé stessi in cui inserire il proprio io.

In questo tipo di società viene svegliato dopo più di 200 anni di sonno criogenico Takeshi Kovacs (Joel Kinnaman, che sfoggia un’interpretazione magistrale), il nostro protagonista. Questo soldato speciale è stato svegliato da un mangate Laurens Bancroft (James Purefoy), che gli affiderà un compito: indagare sul proprio omicidio.

La serie, come ormai molte di Netflix, parte abbastanza a rilento con il primo episodio che serve a farci entrare in questo nuovo mondo e conoscerne le regole. Dal secondo episodio in poi il ritmo diventa calzante e ben dosato: lo show segue, in una ambientazione cyberpunk, la struttura del thriller e del noir, facendoci incuriosire ai tanti e crescenti misteri che ci troveremo dinnanzi. Il tutto è permeato di azione e violenza, sia fisica che visiva.

Parlando delle tematiche trattate, pare evidente che ci sia molto su cui riflettere. L’immortalità raggiunta tramite la tecnologia ha un prezzo elevatissimo, quello di rendere il corpo umano un semplice strumento. Che differenza c’è tra un corpo o una macchina? In questo universo nessuna. Valicare la morte porta anche a delle riflessioni in campo religioso ed etico non banali.

Qual è il limite invalicabile che c’è tra progresso scientifico e rispetto per la natura? Non è questo il luogo in cui parlarne, ma vi capiterà spesso di riflettere su queste tematiche durante la visione di Altered Carbon.

La serie è visivamente incredibile, presentando degli scorci davvero memorabili. Le atmosfere, abbastanza inedite per il catalogo Netflix, portano lo spettatore ad esplorare una fantascienza cupa e oscura. Ancora mi trovo a citare Blade Runner, perché la costante presenza di pioggia e la caratterizzazione dei bassifondi della città sono elementi tratti dell’opera di Ridley Scott. La citazione si sente, ma Altered Carbon ha la propria personalità.

Concludendo ritengo che questo show sia davvero un’opera di spessore notevole, in tutti i suoi aspetti. La maturità degli argomenti trattati, l’utilizzo di un genere particolare e la produzione dietro la serie testimoniano come Altered Carbon sia un nuovo punto di riferimento per le produzioni Netflix e sia l’inizio di una nuove fase, davvero interessante. Consiglio la visione agli amanti del genere (che personalmente apprezzo molto, ma capisco sia uno dei più grandi scogli per la visione). Inutile dire che il pubblico che meglio la può apprezzare è quello adulto.

Per oggi è tutto, ma per il mese non ancora! Ci saranno altre recensioni, quindi restate sempre qui su UpGo.news!

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