L’ UE rimette in discussione il lungo e complicato passaggio che ha portato la vecchia tv analogica ad essere soppiantata da quella digitale terrestre. E’ una vittoria dell’ operatore di rete Persidera che aveva chiesto l’ intervento della Corte di Giustizia UE. Ora tutto il sistema del dtt italiano potrebbe essere rimesso in discussione.

Digitale Terrestre in crisi
Digitale Terrestre Italiano. Tutto da rifare. L’ UE mette in crisi il principale sistema televisivo italiano. Ecco cosa è successo.

Oggetto del contendere l’ assegnazione delle frequenze che avrebbe, nel 2009, avvantaggiato fortemente gli incumbent, ovvero gli operatori tv già ampiamente presenti nel mercato free to air. In pratica la sentenza critica le risorse concesse a Rai e Mediaset, vecchio duopolio tv che con il digitale terrestre avrebbe mantenuto, se non rafforzato la propria posizione oligopolistica.

La normativa italiana sulle frequenze, è contraria al diritto UE. La bastonata arriva ad anni di distanza, direttamente dal massimo organo di giustizia dell’ Unione Europea.

L’ Unione dà quindi ragione a Persidera, operatore di rete oggi controllato in parte anche dal Gruppo Telecom Italia, in joint venture con la società ReteA del Gruppo L’ Espresso.

Proprio Persidera, sarebbe in particolare stata svantaggiata dal nuovo piano frequenze. Al momento del passaggio al dtt, Persidera, o meglio l’ allora Telecom Italia Media Broadcasting, possedeva due frequenze analogiche. In cambio le è stata assegnata una sola frequenza digitale.

Insomma, il sistema di conversione da analogico a digitale, non è stato equo. Ed è una notizia che farà discutere perché oltre a rimettere in discussione l’ intera assegnazione di canali, fa riemergere problemi politici e conflitti di interesse sull’ allora Governo Berlusconi, che si trovò in qualche modo nella posizione di poter riconoscere risorse pubbliche a Mediaset.

Rispetto a Persidera, in qualità di nuovo entrante nel mercato, si applicò (questo dicono in pratica le due sentenze della Corte di Giustizia UE) un sistema palesemente discriminatorio, a vantaggio dei due grandi poli televisivi nazionali.

Tutto il digitale terrestre è ora messo in discussione

Ora la palla passerà ai giudici italiani che dovranno verificare come per Rai e Mediaset siano state attuate politiche atte a rafforzare posizioni dominanti. E’ di conseguenza in discussione l’ intero digitale terrestre italiano perché già ad oggi, alla luce della sentenza, canali e frequenze non sono più un valore garantibile nel tempo.

Mediaset e Rai hanno quindi più frequenze e quindi più capacità trasmissiva di quella che le sarebbe spettata. Multiplex che potrebbero dover essere spenti e quindi canali che potrebbero presto sparire dal digitale terrestre.

Si tratta di una possibile risoluzione, magari non in tempi brevissimi. Ma le istituzioni italiane non potranno ancora a lungo ignorare questa forte presa di posizione della Corte.

FONTI: 1 e 2

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