Stranger Things ha riportato in auge una serie di ambientazioni e meccanismi narrativi che nessun ricordava più: ha effettivamente (ri)lanciato una moda. Sono nati in questi anni moltissimi cloni sella serie dei Fratelli Duffer (basti pensare a quanto la pellicola It deve alla serie e alle sue atmosfere). Oggi vi voglio parlare di Dark, la prima serie tv tedesca per Netflix, che riprende quelle meccaniche, ma si sa evolvere con personalità.

Dark Stranger Things
La prima serie Made in Germany di Netflix ricorda Stranger Things ma per certi versi, Dark, è un prodotto anche più maturo.

Dark è una serie creata da Baran bo Odar e Kantje Friese, che racconta le avventure nella cittadina di Winden. Per stessa ammissione dei creatori la serie deve moltissimo a Lost e Twin Peaks, pur riprendendo un impianto narrativo tipico degli anni 80’.

I primi passi che si muoveranno nella cittadina di Winden ci ricorderanno molto Stranger Things: i ragazzi, la polizia, il bosco e la centrale. Dopo poco però la serie di evolve davvero con personalità, rivelando il suo focus: i viaggi nel tempo.

La trama è decisamente intrigante e i fatti ci spingeranno a vedere al più presto un altro episodio, anche perché non ci sono puntante vuote. La carne al fuoco, come i personaggi che aumenteranno man mano che si avanzerà nella serie, diventa davvero molta e la curiosità sale alle stelle.

I toni sono decisamente più cupi e maturi rispetto a Stranger Things: durante la visione della serie ci saranno diversi spunti di riflessione interessanti e profondi. Anche il tasso di violenza è decisamente più alto, non si incapperà in mostri, ma la crudeltà che un uomo può mostrare verso un suo simile è anche peggiore.

C’è però qualcosa che mi fa un po’ storcere il naso: in primis la quantità di personaggi, in secondo luogo il finale. I personaggi su schermo, durante l’incedere della serie, diventano molti, e diventa difficile seguire bene tutte le trame (unica soluzione? Un bel binge watching 😉 ) che per di più non sono tutte sullo stesso livello. Il finale, invece, apre un bel portone per la seconda stagione, dando veramente poche risposte allo spettatore e aumentandone le domande.

L’ alternativa tedesca a Stranger Things è un prodotto estremamente convincente

Concludendo consiglio a tutti la serie, ma ricordatevi di vederla con un certo “impegno” per non perdervi nulla. Ha delle similitudini con il trend anni 80’ che è tornato di moda, ma si ispira con consapevolezza e in modo efficace ad altri prodotti (come quelli citati dai creatori). Sicuramente non è un capolavoro, ma la prima serie tedesca su Netflix convince e non poco.

Un saluto a tutti e ci vediamo sempre qui su UpGo.news per le uscite mensili, le novità e le recensioni dal mondo Netflix!

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