Ritorno alla fatturazione mensile anche per Sky che partirà ufficialmente dal prossimo 1° aprile 2018. La tv satellitare, lo scorso ottobre, era stata l’ultima azienda in ordine di tempo a passare alla fatturazione a 4 settimane, formula già da tempo praticata dagli operatori telefonici. Diciamo che Sky è durata poco rispetto agli altri, visto che nelle scorse settimane è arrivato lo stop di Governo e Parlamento. Ma come cambiano i costi per i pacchetti Sky?

Nuovi prezzi Sky
Così come per le compagnie telefoniche, anche Sky dal primo aprile 2018 cambia le tariffe dei pacchetti. Ecco cosa succederà. Un cambiamento che riguarda tutti gli abbonati alla pay tv.

Dal prossimo 1° aprile con il ritorno alla fatturazione a 30 giorni, anche Sky come i principali operatori telefonici tornerà a calcolare la fatturazione in base a 12 mensilità e non più 13. Non ci saranno aumenti annuali ma il famoso 8,6 % di aumento annuo sarà distribuito mensilmente. Per cui anche in questo caso, seppur minimo, ci sarà l’aumento dei prezzi a listino. Fatta la legge, le aziende hanno trovato il modo per lasciare in ordine i bilanci. Guarda le offerte di Sky di oggi >>

Listino Sky. I costi dal 1° aprile

Nella comunicazione ufficiale da parte di Sky che trovate anche sul sito ufficiale cliccando questo link, sembra mancare una parte che riguarda il diritto di recesso senza penali. Pare quindi che manchi questa possibilità, una possibilità che era stata invece proposta a tutti i clienti quando ad ottobre Sky aveva comunicato che la fatturazione sarebbe cambiata. Quindi a differenza dei gestori telefonici i clienti che vorranno recedere dal contratto avranno un costo da sostenere.

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Ma ecco come cambiano i prezzi a listino ogni mese:

Il pacchetto Sky TV passa dagli attuali 19.90€ ogni 4 settimane ai nuovi 21.60€ al mese così come Sky Famiglia dagli attuali 5 euro ogni 4 settimane passera a 5.40€ ogni mese. Vi saranno poi variazioni anche per Sky Cinema che passerà a 16.20€ al mese contro i 15€ attuali ogni 4 settimane, Sky Sport e Sky Calcio passeranno invece a 15.20€ al mese contro i 14€ attuali ogni 4 settimane.

Il ritorno alla fatturazione mensile ovviamente andrà a colpire anche servizi e opzioni della tv satellitare. Ad esempio l’opzione Sky HD passerà a 6,40 al mese invece dei 6 euro attuali ogni 4 settimane, così come Sky Multiscreen passa a 16,20 euro ogni mese a fronte degli attuali 15 euro, oppure Sky Go Plus passerà a 5,40 euro ogni mese invece dei soliti 5 euro ogni 4 settimane. Anche Sky Q Plus avrà una maggiorazione passando dagli attuali 21 euro ogni 4 settimane a 21,40 euro al mese ma includerà anche lo Sky HD almeno in questo caso.

Resteranno invece invariati i vari costi di attivazione. Anche perché in questo caso parliamo di costi una tantum quindi non assoggettati a una fatturazione periodica. L’installazione del nuovo ecosistema Sky Q sarà quindi sempre di 199 euro. Ogni Sky Q Mini aggiuntivo al primo costerà sempre 69 euro una tantum. L’installazione per il MySky continua a costare 99 euro. La Sky Digital Key per sintonizzare i canali del digitale terrestre costerà sempre 19,90 euro una tantum.

Schematizziamo un pò i costi principali di Sky dal 1 aprile 2018:

  • Sky Tv passerà da 19,90 euro a 21,60 euro al mese,
  • Sky Cinema passerà da 15 euro ogni quattro settimane a 16,20 euro al mese,
  • Sky Sport o Sky Calcio da 14 euro ogni quattro settimane a 15,20 euro al mese,
  • il servizio HD da 5 euro a 5,40 euro al mese,
  • Sky Famiglia da 5 euro a 5,40 euro al mese,
  • Sky Go Plus da 5 euro a 5,40 euro al mese,
  • Sky Multiscreen da 15 euro a 16,20 euro al mese e tale prezzo include anche Sky Go Plus e
  • Sky Q Plus da 21 euro a 21,40 euro al mese (incluso Sky HD).

Tutte le informazioni qui riportate, divulgate dal sito ufficiale, sono già disponibili anche su tutti i decoder Sky sotto forma di messaggio di sistema, premendo dal telecomando il tasto Menù e cercando la voce Sky Informa.

Alla luce di tutte queste comunicazioni di un ritorno alla tanto desiderata fatturazione mensile è possibile comunque fare le prime considerazioni, che se vogliamo sono anche scontate oltre che prevedibili: a cosa è servito tornare alla fatturazione a 30 giorni quando di fatto nulla è cambiato sul fronte costi?

Suona un po’ come una presa in giro: prima gli operatori telefonici verso la fine del 2016 e gli inizi del 2017 decidono di punto in bianco di tariffare i propri servizi non più a 30 giorni ma a 28 giorni e nell’ottobre del 2017 anche Sky si aggiunge alla ciurma. “Se lo possono fare loro posso farlo anche io” sembra essere stato il ragionamento. Poi tutto torna, a forza di legge, come prima, lasciando però spalmato l’ “aumento”.

Dal 1° ottobre scorso pare che Sky abbia perso circa 15.000 abbonati a causa di questo cambiamento, costretti nel dare la possibilità di recedere dal contratto senza penali. Oggi si cambia di nuovo ma non esiste più la possibilità di recedere senza penali. Semplicemente Sky sostiene al momento che le condizioni contrattuali non sono cambiate.

Di fatto da fine marzo e inizi di aprile tutti torneremmo a pagare ogni 30 giorni ma quello che pagavamo in un anno ce lo ritroveremo spalmato ogni mese. Tutto cambia affinchè non cambi nulla, questo sembra essere il motto.

Wind Fibra 1000

1 commento

  1. E’ uscita la deibera agcom 69-18-cons del 14 febbraio 2018.hanno gia’ specificato che il diritto di recesso per modfica delle condizioni contrattuali va dato.stanno solo facendo i furbi questi di sky

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