La pay tv, nella sua accezione classica, non funziona più. E’ un progetto fallimentare. E a dirlo non sono più gli osservatori e gli analisti del mercato ma uno dei più importanti protagonisti del segmento pay del nostro Paese: Silvio Berlusconi.

Mediaset Silvio Berlusconi
Mediaset. Silvio Berlusconi parla a Porta a Porta di Bruno Vespa del futuro della sua pay tv. E lascia la porta aperta a Vivendi per un accordo su Canal+ Italia. La pay tv classica non ha futuro.

In una recente intervista a Porta a Porta di Bruno Vespa, l’ ex Presidente del Consiglio, leader di Forza Italia e fondatore di Mediaset, è tornato sull’ annosa questione Vivendi. L’ accordo mancato, è stato un danno importante per Mediaset. E non è solo un fatto di contratti, comunque importanti ma di serietà e galanteria. Secondo Berlusconi, Bollorè con la sua Vivendi si sarebbe sottratto in maniera irresponsabile alla parola data. Ciò non toglie, che il progetto Vivendi – Mediaset come joint venture di respiro europeo, continua ad essere evidenziato come strategico dallo stesso imprenditore.

Secondo Silvio Berlusconi, un fidanzamento tra i due colossi, sarebbe un percorso win-win, atto a scardinare il mercato e frenare l’ ascesa dei giganti di internet e della tv online, Netflix su tutti.

Per questo Silvio Berlusconi ha dovuto descrivere severamente, con una chiarezza forse inedita, l’ attuale situazione della pay tv Mediaset Premium. Non si tratterebbe, secondo il magnate italiano, di una crisi isolata dell’ azienda Premium ma di una situazione globale che contagia tutte le tv a pagamento.

L’ offerta oggi moltiplicata, di contenuti gratuiti, su internet e digitale terrestre, rende sempre meno appetibile la pay, trainata dai soli, costosissimi, eventi sportivi. L’ acquisto dell’ esclusiva Champions da parte di Mediaset e fortemente voluta dal figlio Pier Silvio, sarebbe stato, in quest’ ottica, l’ ultimo disperato tentativo di portare in attivo l’ avventura pay del gruppo di Cologno Monzese.

Guarda anche: L’ offerta Mediaset Premium, passa a Sky e ultime offerte Sky online

Le parole di Silvio Berlusconi da Vespa sembrano quindi dure ma al tempo stesso estremamente diplomatiche, lasciando evidentemente la porta aperta ad un accordo last minute con i francesi. Alla fine, la cosa più a portata di mano per salvare Premium e assicurarle un futuro è un’ entrata nella nuova corazzata Canal+ Italia, la nuova piattaforma a pagamento che avrà il compito, difficile, di sfidare Netflix sul low cost ma anche Sky sui diritti sportivi.

L’ asta per i diritti della Serie A è alle porte e Mediaset Premium rischia di vedersi completamente svuotato il palinsesto di Premium Sport. Senza Serie A e, ormai è assodato, senza Champions, la strada della tv a pagamento è, a detta dello stesso Berlusconi, tutta in salita.

Accordo quindi vicino? Nel frattempo vi lasciamo alle parole di Silvio Berlusconi nello studio di Porta a Porta e riportate dal magazine online CorCom:

L’attacco di Vivendi mi ha sconcertato. Ho sempre considerato il signor Bolloré un imprenditore serio, con il quale pensavo fosse possibile una collaborazione in un mercato, come quello della comunicazione televisiva, nel quale si ragiona in termini di grandi player capaci di operare internazionalmente. Sarebbe convenuto a entrambi i gruppi lavorare insieme: il progetto di un grande polo televisivo europeo aveva e continua ad avere una sua logica industriale assolutamente valida. Non si tratta solo di rispetto delle leggi e dei contratti, che già è un criterio fondamentale. Si tratta anche di rispetto della parola data

Naturalmente Fininvest ha dovuto difendersi dall’aggressione e reclamare insieme a Mediaset il rispetto dei patti. I miei figli e i nostri manager lo stanno facendo nel modo migliore. La ragione sta dalla nostra parte, e non potrà non esserci riconosciuta. Ma, comunque vada a finire, sul principio secondo cui accordi e contratti non si possono non rispettare non possiamo e non vogliamo transigere

Silvio Berlusconi chiude l’ intervista su RaiUno togliendosi un sassolino dalla scarpa e ricordando l’ avventura della Canale5 francese. Mediaset fu infatti già vittima, quasi 30 anni fa, del protezionismo transalpino. Un atteggiamento diffidente rispetto agli investimenti provenienti da oltre confine che causò, secondo l’ ex Presidente del Consiglio, la chiusura della sua La Cinq, versione francese della nostra Canale5, attiva in Francia dal 1986 al 1992, anno dello spegnimento definitivo.

Riuscirà Berlusconi a far pace con i francesi e a mettere in salvo la sua pay tv?

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