Qualche tempo fa ho visto che su Netflix sono state caricate tutte le sei stagioni di Lost, serie che è ormai un culto e di cui si è discusso tantissimo.

Lost su Netflix
La serie cult Lost è su Netflix, con tutte le sei stagioni.

Lo show ideato da J.J. Abrams, Damon Lindelof e Jeffrey Lieber è andato in onda dal 2004, trasmesso in primis in America sul canale ABC. La serie, pluripremiata, è arricchita inoltre dalla colonna sonora scritta da Michael Giacchino, che ha ad esempio anche curato quelle di produzioni sia videoludiche (Metal of Onor e qualche capitolo di Call of Duty) sia cinematografiche ( Star Trek, Up e anche l’ultimo Star Wars). E’ stata una delle serie televisive più costose di sempre, basti pensare che solo l’episodio pilota dispose di un budget di 12 milioni di dollari.

Lost racconta, come ormai tutti sapranno data la notorietà che la serie ha raggiunto, di un gruppo di 48 persone che si salva da un disastro aereo restando però naufrago in un’isola. Tra avvenimenti incomprensibili e spaventosi, vani tentativi di fuga e lotta per la sopravvivenza si scoprirà poi che i nostri protagonisti non sono gli unici esseri umani ad essere intrappolati sull’isola.

Commentare questo show è una difficile sfida per diversi motivi: in primis il fatto che di questo prodotto si è parlato davvero molto e in secondo luogo perché è stato il primo prodotto che mi ha avvicinato all’ universo delle serie televisive. Avevo già visto Lost a partire dalla sua uscita e vedendola riproposta su Netflix mi sono divertite a rigustarmi qualche episodio.

Posso dire che non tutte e sei le stagioni sono sullo stesso livello. Ritengo le prime due e la ultime due superiori a quelle centrali (mio parere personale, anche perché io sono tra quelli che ha adorato la conclusione di Lost, che resta un argomento molto dibattuto tutt’oggi) pur restando sempre tutti prodotti di altissimo livello.

Ho letteralmente adorato il senso di smarrimento che la serie riesce a dare allo spettatore: ci si sente davvero con i protagonisti in un ambiente ostile e colmo di misteri. Molte volte mi sono venuti i brividi guardando una puntata, l’immersività che questo show possiede è davvero cosa rara. Questa sensazione va però scemando con le stagioni in poiché i personaggi riescono a trovare un certo equilibrio con ciò che li circonda.

Cosa rimane allora? Un interesse smodato per capire quello che sta avvenendo e il desiderio di arrivare a scoprire i segreti del luogo (ad esempio ho trovato geniale la trovata dei numeri 4-8-15-16-23-42, riuscire a svelarne il mistero è stato per molto un chiodo fisso nella mia testa!). Tutto ciò è mantenuto in piedi tramite un’ottima narrazione fatta di flashback (con cui vengono approfonditi i personaggi quando erano ancora lontani dall’isola), flashforward (che magari anticipano delle situazioni che vedremo più avanti incuriosendo ancora di più) e di tempi serrati, che rendono la serie gradevole e intrigante senza mai risultare banale e noiosa (reggere tutto ciò per sei stagioni è davvero una impresa ardua).

L’analisi dei personaggi è molto interessante. Un’evoluzione psicologica continua dal loro arrivo sull’isola. I naufraghi, dopo che hanno capito che i soccorsi non arriveranno in breve tempo, creano una vera e propria società, in cui ognuno ha un compito e un ruolo ben preciso. Intriga molto assistere ai cambiamenti caratteriali e psicologici che molti di loro subiscono in funzione del ruolo che hanno all’interno del gruppo. Vediamo persone in difficoltà con la loro vita precedente all’isola diventare leader carismatici e altri lasciarsi andare a emozioni e istinti che invece hanno sempre represso.

Lost è anche uno show pop, infatti essendoci personaggi di tutte le levature sociali, i dialoghi sono infarciti di riferimenti alla cultura americana: cinema, serie tv e musica vengono spesso citati nei dialoghi dando una dimensione ancora più umana e reale ai personaggi che vengono portati sullo schermo (sono arcinoti ad esempio i discorsi su Star Wars di Hugo).

Concludendo consiglio a tutti coloro che non hanno mai visto Lost di vederlo assolutamente, anche solo per il livello qualitativo del prodotto. Lo show riesce ad intrigare lo spettatore fin da subito e a tenerlo incollato allo schermo: la visione non deluderà le aspettative e lascerà un segno. Dopo tutto stiamo parlando di un cult assoluto.

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