Mediaset è più forte che mai. Ed ha un know how superiore a Netflix e Amazon. Pier Silvio Berlusconi si riscopre pieno d’ entusiasmo nel valutare il futuro del gruppo media di Cologno Monzese. E in una recente intervista parla anche di Mediaset Premium, la sua pay tv ormai da mesi in vendita (e in evidente affaticamento). Secondo il giovane Berlusconi è un progetto riuscito, capace tutto sommato di raggiungere l’ obiettivo prefissato: mettere in difficoltà Sky. Ecco cosa ha detto Pier Silvio Berlusconi al Corriere.

Il futuro di Mediaset
Pier Silvio Berlusconi. Mediaset Premium è riuscita nell’ intento di frenare il pericoloso monopolio di Sky. Il futuro del Gruppo di Cologno Monzese sarà roseo. L’ intervista di Berlusconi Junior al Corriere della Sera.

In una recente intervista al Corriere della Sera, Pier Silvio Berlusconi racconta la sua Mediaset e si sofferma sulla sua principale invenzione: Mediaset Premium. La tv a pagamento continua ad essere un terreno pieno di incertezze per il Biscione, con la questione Vivendi ancora aperta.

Come da noi raccontato qualche giorno fa, comunque, Premium sarebbe prossima ad un’ alleanza strategica con TIM per TimVision e la futura Canal+. Un accordo nel quale rientrerebbe, indirettamente, anche Vivendi. Segno che nei gruppi coinvolti, c’ è la volontà di risolvere la questione in maniera pacifica evitando di proseguire le battaglie in tribunale.

Ma ad entusiasmare Pier Silvio, sono Canale5, Italia1 e Rete4 che in questa fase di ripresa, avrebbero ritrovato il loro smalto. Assieme al nutrito bouquet di canali gratuiti born digital presenti sul DTT. Nessuna timore per la presenza in Italia di giganti digitali come Netflix e Amazon Prime Video. Quelli di Mediaset, secondo Pier Silvio, non hanno nulla da temere:

«Il mondo dei media televisivi si va polarizzando sempre più tra due estremi: i player globali che offrono contenuti in streaming, principalmente cinema e serie, anche di qualità ma preconfezionati – il modello “grande congelatore” – e chi offre prodotti caldi, locali, in diretta, fatti da editori che conoscono la pancia del Paese. Ed è questo il nostro know how che, lasciatemelo dire, è un vero e proprio mestiere, un’ arte che non puoi comprare. I giganti digitali, Google, YouTube, Netflix, Amazon , non hanno questa capacità, è una ricchezza che non possiedono».

Quindi il modello della tv generalista, free e rivolta ad un pubblico popolare e ampio, continuerà a sopravvivere anche negli anni a venire. Grazie alla concentrazione su modelli locali e auto-produzioni.

A incoraggiare il management Mediaset sono i dati della raccolta pubblicitaria. Torna il segno più in questo 2017 e Mediaset riprova ad invocare per la RAI, principale competitor nel mercato degli inserzionisti, un tetto pubblicitario più stringente. E quindi, favorevole a Mediaset.

A Mediaset Premium il merito di aver frenato gli abbonamenti di Sky

Si parla di RAI ma anche di Sky nell’ intervista a Pier Silvio. Può essere ritenuta Mediaset Premium un’ iniziativa imprenditoriale di successo? Oltre all’ analisi sullo stato di salute della tv free, Pier Silvio ha parlato anche della pay tv del gruppo, oggi figlioccia un po’ malata della televisione di Cologno Monzese.

Premium, lo ricordiamo, è al centro di un’ aspra contesa con i francesi di Vivendi che avevano mostrato interesse nell’ acquisizione, per poi tirarsi indietro a contratto firmato. In questi mesi Premium ha vissuto in una condizione difficile, con un proprietario, Mediaset, ad un passo dal disfarsene definitivamente. E sicuramente poco propenso ad affrontare i necessari investimenti nel settore.

Ma oltre Vivendi, per Premium non è arrivato l’ interesse di altri acquirenti. E in questi anni, il mercato pay è fortemente mutato senza mai consentire a Premium di portarsi all’ attivo.

E nonostante sembri, alla luce dei fatti, un flop, Premium è secondo Pier Silvio un’ esperienza riuscita. Soprattutto per essere stata capace di frenare bruscamente gli abbonamenti a Sky, ormai fermi da anni appena sotto i 5 milioni.

Ecco le parole di Pier Silvio Berlusconi:

«La missione difensiva di Premium è riuscita in pieno: gli abbonamenti alla pay satellitare sono inchiodati da anni. Detto questo, la pay tv classica con decine di canali è un sistema destinato a essere in difficoltà. L’ offerta on demand degli over the top, il modello “vedi tutto a prezzi scontati” alla Netflix e Amazon, a lungo andare la schiaccerà. Certo, la pay tv potrebbe vivere di eventi sportivi in diretta, ma la concorrenza delle compagnie telefoniche rende il costo degli eventi sportivi esorbitante e quindi in perdita per chi li trasmette. Mentre la tv generalista è ben viva in ogni Paese».

Insomma, riassunto in parole semplici, la nostra pay tv non è andata alla grande ma abbiamo comunque dato fastidio ad un player importante.

E probabile che, almeno per quanto riguarda il calcio, l’ offerta Mediaset Premium abbia creato pressione su Sky Italia. Ma è anche vero, che la frenata di nuovi abbonamenti a Sky sia probabilmente di natura fisiologica. In un Paese, il nostro, dove gli effetti della crisi sulla classe media sono stati particolarmente duri. E dove è finalmente arrivata la rivoluzionaria offerta degli over the top, Netflix su tutti.

Insomma, è probabile che al di là degli entusiasmi di Pier Silvio, se non ci fosse stata Premium i numeri di Sky oggi non sarebbero poi molto diversi. Ed anche in mercati dove opera una sola piattaforma a pagamento, il tasso di penetrazione è simile a quello di Sky Italia.

A parer nostro, quindi, l’ effetto contenimento di Premium su Sky è davvero tutto da dimostrare.

Ma quale sarà il futuro di Premium senza un proprietario seriamente convinto di far fruttare per bene una tv a pagamento? Secondo Pier Silvio, l’ alleanza con Telecom Italia è davvero dietro l’ angolo. E Mediaset potrebbe ridurre il proprio campo d’ azione, tornando a fare il mestiere di semplice fornitore di contenuti. Ecco le parole di Pier Silvio:

«Tim ha bisogno dei nostri contenuti, è molto interessata a un accordo. Ma c’ è sospesa la questione con il loro azionista di controllo Vivendi. Vediamo se questi interessi comuni sui contenuti ci aiuteranno a superare le difficoltà».

Ma è possibile che, nel breve periodo, Mediaset Premium ridimensioni la propria offerta? Su questo punto, la risposta di Pier Silvio Berlusconi è stata diplomatica e al tempo stesso lacunosa:

«Penso che in Italia ci siano le condizioni per continuare a offrire ai nostri abbonati la Serie A. Un monopolio pay satellitare sarebbe dannoso per tutti, squadre e telespettatori. Parteciperemo all’ asta con razionalità. Ma non ridurremo certo gli investimenti sui contenuti soprattutto italiani, dal cinema alle serie fino al grande intrattenimento».

Pier Silvio Berlusconi contro Sky

FONTE CORRIERE DELLA SERA

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