Mediaset vuole un nuovo canale. Ma non si tratta di un lancio vero e proprio ma di un profondo restyling che questa volta andrà a toccare una rete televisiva esistente. Storica e generalista. La Rete4 da anni caratterizzata da un focus sul pubblico più adulto, si rifarà completamente il look. E anche il logo sarà completamente nuovo. Più compatto e moderno. il nuovo logo di Rete4 perderà la “Rete”. Resterà solo un semplice 4, in linea con il nuovo logo di Canale5 introdotto recentemente.

Rete 4 nuovo logo
Il nuovo logo di Rete4. Restyling completo per la terza rete generalista Mediaset. Cambia anche la linea editoriale con un’informazione meno strillata che farà concorrenza a La7.

Ma non sarà un restyling solo grafico. Rete4 cercherà di svecchiarsi nel look ma anche nel linguaggio, proponendo una linea editoriale completamente nuova.

Nella terza rete generalista del Biscione perderanno un po’ di importanza i film. La prima serata sarà infatti quasi interamente dedicata alle autoproduzioni. Approfondimento e inchiesta, temi sui quali già ruotava buona parte della programmazione del canale ma che in questa nuova versione cambieranno totalmente linguaggio.

Basta temi populisti e trasmissioni troppo gridate. Il TG4 è stato appena affidato a Gerardo Greco, a segnare in maniera decisa il nuovo corso della rete televisiva.

Quel fronte strillato di antipolitica, si dice, piaccia oggi molto poco a Silvio Berlusconi, fondatore del Gruppo.

Rete4 guarda al modello Cairo

Toni pacati e salotti di approfondimento, ad ogni ora del giorno. Costano poco, pochissimo e portano risultati in termini di share e di profilazione del pubblico (che tanto serve agli inserzionisti pubblicitari). Lo dimostra il modello Cairo che con il duo La7 e La7D punta a crescere nel 10% nella raccolta pubblicitaria, già nel prossimo trimestre.

Insomma la nuova Rete4 farà un po’ il verso a La7. Meno film, già ampiamente programmati dalle reti tematiche native digitali e un’informazione più equilibrata e mite. Riuscirà Mediaset a scrollarsi da dosso il peso di anni di informazione, spesso ritenuta di parte e comunque poco credibile? Quanto il Gruppo ha puntato forte sull’informazione, come con il canale TGCOM24, non è mai andata troppo bene.

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