Entro il 2022 ci sarà una nuova rivoluzione per quanto riguarda la tecnologia di trasmissione del digitale terrestre. Come anche inserito nell’ultima Legge di Bilancio del Governo, per favorire il passaggio alle frequenze del 5G, dal 2018 in poi inizierà un vero e proprio processo di cambiamento che culminerà definitivamente appunto per il 2022. Si passerà alla seconda generazione del digitale terrestre, il Dvb-T2.

Digitale terrestre 2 e cambio televisione
DVB-T2. Devo cambiare televisore per poter vedere il digitale terrestre 2? Ecco la risposta alla domanda più frequente sul digitale terrestre di seconda generazione.

Da quando sta circolando questa notizia però, in molti stanno creando eccessivi allarmismi per quanto riguarda i televisori già in nostro possesso.

Digitale Terrestre 2. Bisogna cambiare il televisore?

Si dovranno cambiare tutti per non rischiare di restare senza televisione? Sono molte le testate importanti che in queste ore hanno titolato sul rischio di dover buttare la nostra vecchia televisione. Per rispondere a questo tam tam al limite della bufala, abbiamo deciso di pubblicare questo post.

In buona sostanza non sarà cosi, al massimo ci si potrà dotare di un decoder, così come avvenne all’inizio dell’arrivo del digitale terrestre in Italia. I costi di questo tipo di decoder sono molto contenuti. E saranno parzialmente sostenuti da finanziamenti statali.

Inoltre chi ha acquistato di recente uno smart tv, certamente non dovrà fare nulla. Le nuove tv sono infatti già predisposte per il nuovo standard di segnale. Quindi non vi spaventate, nulla di grave o di irreparabile.

Fermo restando che il digitale terrestre 2 (dvb-t2) è oggi percepita come un’ evoluzione imposta, dalla quale sarà impossibile sottrarsi e quindi poco simpatica. Visto che, la necessità di più spazio e quindi più canali, non è probabilmente così diffusa tra i consumatori.

In tutti i modi, la legge di Bilancio statale ha previsto un bonus per coloro che dovranno acquistare un nuovo televisore o decoder. Sono stati infatti stanziati 100 milioni di euro come contributo. Su come potranno essere utilizzati questi soldi ancora non si sa nulla, bisognerà attendere il testo definitivo della Legge. Probabile che il contributo sarà destinato, con diverse modalità, alle fasce economiche più deboli, a coloro che sono esonerati dal pagamento del canone Rai e per chi ha più di 75 anni.

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