Come è andata la notte degli Oscar? L’ evento trasmesso da Sky e dal canale free TV8 ha dovuto competere con le lunghe maratone elettorali. Ma alla fine la serata ha ottenuto share interessanti. Ecco un riepilogo della notte degli Oscar a cura di Giovanni Garassino.

Oscar su Sky
La Notte degli Oscar in onda su Sky e sulla rete free TV8

Sappiamo tutti che nella lunga serata l’attenzione, almeno in Italia, è stata molto concentrata sui programmi di ambito politico con le maratone per le Elezioni Politiche 2018, ma anche la cerimonia del Dolby Theatre ha avuto il suo rispettabile seguito. La diretta era presente sia su Sky, con il canale dedicato Sky Cinema HD Oscar, ma anche in chiaro su TV8.

Osservando i dati Auditel la serata quest’anno ha realizzato l’1,6% (pari a 223.000 spettatori), un risultato che tutto sommato non è così male soprattutto per il contesto che vi ho sopracitato (Porta a Porta ha realizzato più del 20% e il programma di Mentana circa il 15%).

Ma che tipo di cerimonia è stata? Sicuramente non ci sono stati intoppi come quello dello scorso anno (ricordate la busta sbagliata per il miglior film?) e soprattutto sul red crapet sono tornati a trionfare i colori degli abiti, mancati ad esempio ai Golden Globe per protesta contro gli abusi sulle donne, che tanto hanno scosso lo star system americano.

Certo che il grande tema, è stato comunque fortemente preso in considerazione: Jimmy Kimmel, nel suo monologo di presentazione alla novantesima edizione degli Oscar, ci è andato giù pesante: “L’oscar è l’uomo ideale: tiene le mani a posto, non dice mai cose fuori luogo e soprattutto non ha un pene. È esattamente l’uomo di cui c’è bisogno oggi a Hollywood”.

Il tema è stato ripreso anche da Frances McDormand, vincitrice dell’Oscar come migliore attrice protagonista. L’attrice ha fatto il discorso meno prevedibile e più forte della serata: “Tutte abbiamo storie da raccontare e progetti da finanziare. Non parlateci di questa cosa alle feste di stasera. Invitateci nel vostro ufficio tra un paio di giorni o venite al nostro, come credete meglio, e vi diremo tutto. Ho due parole prima di lasciarvi stasera, signore e signori: INCLUSION RIDER”.

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“Inclusion rider” è una clausola inseribile dagli attori nei loro contratti, per avere la garanzia che la troupe e il cast del film in cui reciteranno rispetti un certo livello di inclusività. Questo vuole dire che è una clausola fatta per garantire la presenza di donne, neri e altre persone solitamente sottorappresentate. Parole forti insomma.

Il tema è stato anche ripreso con diversi riferimenti ai movimenti Time’s Up e #MeToo : Salma Hayek e Ashley Judd con Annabella Sciorra hanno lanciato un video che parlava di inclusione e di superamento di barriere.

Notte degli Oscar 2018. I verdetti

Analizziamo insieme il verdetto della serata, da parte dei giudici dell’Academy. Non c’è stato un film che ha sbancato, portandosi in casa tutto il possibile. Quest’anno le statuette sono state abbastanza ben divise. Il primatista è stato La Forma dell’Acqua (che aveva già vinto il Leone d’Oro alla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia), film di Gulliermo del Toro, che racconta una storia d’amore, durante la guerra fredda, tra una donna e un mutante. Miglior Film, Miglior Regia, Migliore Colonna Sonora e Migliore Scenografia: mica male, soprattutto per Del Toro, regista di film interessanti, ma spesso sottovalutati.

Segue Tre Manifesti ad Ebbing Missuri, che ha vinto due premi: uno alla Miglior Attrice Protagonista per Frances McDormand, davvero una prova incredibile, e uno al Miglior Attore Non Protagonista, per Sam Rockewll, anche lui davvero eccezionale. Davvero un ottimo film, che forse meritava anche qualcosa in più sul lato della messa in scena e della sceneggiatura, ma riceve due premi meritatissimi.

Due Oscar vanno anche a Dunkirk, ultimo film del visionario Nolan: sono legati al sonoro (Miglior Montaggio Sonoro e Miglior Sonoro). Questo film forse poteva ambire a qualcosa di più.

Riconoscimento meritatissimo è anche quello a Gary Oldman, che con L’Ora Più Buia, ha vinto come Miglior Attore Protagonista. La sua trasformazione fisica per interpretare il ruolo di Winston Churchill è incredibile, come la performace che ha dato. Il secondo Oscar vinto dal film è stato proprio quello per Miglior Trucco.

Due Oscar sono stati anche vinti da Blade Runner 2049, capolavoro di fantascienza di Denis Villneuve: Miglior Fotografia e Migliori Effetti Speciali. Purtroppo non ha vinto il premio alla Miglior Scenografia, che avrebbe premiato l’italiana Alessandra Querzi.

Anche due Oscar vanno al capolavoro animato della Pixar Coco: quello di categoria e quello per la migliore canzone originale. Tutto come previsto, ormai il sodalizio Diney-Pixar non sbaglia un colpo.

In tema italiano il film di Guadagnini, Chiamami col tuo nome, ha vinto la statuetta per la Miglior Sceneggiatura, premiando James Ivory, che alla veneranda età di 89 anni è il più anziano vincitore di un premio Oscar. Sempre bello vedere un po’ di Italia vincere all’estero.

Concludo con la premiazione a Kobe Bryant, il campione dei Lakers, che è stato premiato per il Miglior Corto Animato. L’ex star dell’NBA ha infatti ha prodotto il corto “Dear Basketball”, ispirato alla sua lettera d’addio al basket. Massima onorificenza al primo tentativo, mica male come esordio per l’ex cestista.

E con questo la mia analisi è conclusa! Ma adesso vi rivolgo un appello lettori di UpGo.news: condividete l’articolo più che potete, così magari la redazione il prossimo anno mi manda come inviato ;).

Tralasciando le battute per oggi è davvero tutto, ma restate sempre sintonizzati su UpGo.news, per aggiornamenti su telefonia, tecnologia, Netflix e Sky! Alla prossima!

Ecco qui in dettaglio tutti i vincitori della statuetta alla cerimonia degli Oscar.

  • Miglior attore: Gary Oldman per L’ora più buia
  • Miglior attrice: Frances McDormand per Tre manifesti a Ebbing, Missouri
  • Miglior attore non protagonista: Sam Rockwell, Tre manifesti a Ebbing, Missouri
  • Miglior attrice non protagonista: Allison Janney per Io, Tonya
  • Miglior sceneggiatura non originale: Chiamami col tuo nome a James Ivory, per il film di Luca Guadagnino
  • Miglior regia: Guillermo del Toro, La forma dell’acqua
  • Miglior documentario: Icarus di Bryan Fogel e Dan Cogan.
  • Miglior costumi: Mark Bridges per Il filo nascosto
  • Miglior trucco: Kazuhiro Tsuji, David Malinowski e Lucy Sibbick per L’ora più buia
  • Miglior sonoro: Richard King e Alex Gibson per Dunkirk.
  • Miglior montaggio sonoro: Mark Weingarten, Gregg Landaker, Gary A. Rizzo per Dunkirk.
  • Miglior scenografia: Paul D. Austerberry, Jeffrey A. Melvin e Shane Vieau per La forma dell’acqua
  • Miglior film animazione: Coco di Lee Unkrich e Darla K. Anderson
  • Migliori effetti speciali: John Nelson, Paul Lambert, Richard R. Hoover e Gerd Nefzer per Blade Runner 2049
  • Miglior montaggio: Lee Smith per Dunkirk
  • Miglior cortometraggio documentario: Heaven is a Traffic Jam on the 405 di Frank Stiefel
  • Miglior cortometraggio: The Silent Child di Chris Overton e Rachel Shenton
  • Miglior fotografia: Roger Deakins per Blade Runner 2049
  • Miglior colonna sonora originale: Alexandre Desplat per ‘La forma dell’acqua’
  • Miglior canzone: Remember me di Kristen Anderson-Lopez, Robert Lopez in Coco.
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