C’ è chi grida alla censura. Chi al golpe televisivo. Da poche ore, Gianluigi Paragone e la sua provocatoria La Gabbia sono fuori dal palinsesto de La7.

La7 cancellato La Gabbia
Il programma La Gabbia cancellato dai palinsesti La7. Ad Andrea Salerno, nuovo direttore di rete, non piace la tv populista di Paragone.

Ultima puntata andata in onda poche ore fa. Come concordato però, perché si è concluso il ciclo già previsto. Ma la notizia, rilasciata nel pomeriggio dallo stesso Paragone attraverso i social network è che non ci sarà una prossima stagione del programma.

Addio definitivo su La7 al programma La Gabbia di Paragone. La tv populista che non piace al nuovo direttore.

E la cosa era già nell’ aria da tempo. Per uno Zoro che arriva c’ è un Paragone che se ne va.  E’ semplicemente la linea editoriale – che non stupisce nessuno – del nuovo direttore di rete Andrea Salerno.

Salerno insieme ad un forte know how nella tv d’ approfondimento e nei programmi d’ impegno politico, porterà con tutta probabilità nella tv di Cairo un vago profumo di Rai3. Una televisione intelligente, certo ma decisamente più pacata. Critica ma nettamente meno polemica. Insomma, più tartine e soft chic che le bastonate di Paragone e dei suoi ospiti.

Quel Gianluigi Paragone, di storica provenienza leghista, è la vittima sacrificale del nuovo boss di La7. Un Paragone da ascolti non eccelsi ma sicuramente in linea con la media di rete. Un format piazzato lì in evidente mancanza d’ altro, almeno per il momento.

Ma Salerno sembra avere le idee chiare e gode oggi della stima massima dell’ editore Urbano Cairo. Stop quindi alla sua tv troppo strillata. E basta con i momenti troppo bassi in cerca di punti d’ ascolti.

Solo pochi giorni fa infatti, Paragone è stato al centro di numerose polemiche per una puntata del programma dedicata alla pornografia. Durante la trasmissione, sono stati mostrati diversi video poco adatti ad una tv generalista e ad un pubblico da prima serata. Lo stesso Paragone aveva definito l’ iniziativa fortemente provocatoria, nel rispondere alle numerose proteste del pubblico.

Ecco che quel tipo di provocazione, oltre i limiti, non troverà più spazio in una rete tv che dalla prossima stagione avrà toni evidentemente più sobri e meno, diciamo così, nazional-popolari.

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