Il mercato della pay tv è in forte e costante cambiamento. E in un processo di graduale fusione con le telecomunicazioni tradizionali. Film e serie corrono sempre più sulla rete e la scelta del proprio gestore non riguarda più solamente le tariffe ma anche i contenuti video. E mentre tv e telefonia si sposano grazie ai servizi over the top, le pay tv tradizionali continuano a soffrire.

Tv online
La pay tv continua a calare. E i dati più preoccupanti arrivano dagli Stati Uniti, da sempre mercato leader nella digital tv.

L’ ultimo importante studio arriva dagli Stati Uniti. Le entrate delle pay tv già nel 2023 scenderanno a 75 miliardi di dollari. Una contrazione di circa il 26% per un segmento che oggi vale 101 miliardi. I ricavi della televisione via cavo a pagamento hanno raggiunto negli USA il loro picco nel 2010. Da allora la curva è stata costantemente in discesa. Una platea di abbonati persa a favore delle tv online, con Netflix a farla da padrona. Visti i prezzi low cost degli over the top però, spiega lo studio americano, il valore perso dalle pay tv classiche non sarà del tutto recuperabile dai servizi online.

Non basta quindi il processo di adeguamento già in atto a livello globale. Anche la nostra Sky Italia sta tentando la via della sinergia con le telco e vanta un rapporto privilegiato con Fastweb. Mediaset sembra invece avvicinarsi sempre di più a TIM con la quale potrebbe entrare nell’ avventura Canal+ Italia. In tutti i modi, i broadcaster dovranno abituarsi a fare i conti con una torta fortemente ridimensionata.

Secondo gli analisti, il numero di abbonati alla pay TV tradizionale negli USA scenderà a 80,33 milioni nel 2023, dai 90,35 milioni del 2017 e con il picco massimo di 100,34 milioni raggiunto nel 2012. La penetrazione della pay TV in America scenderà al 66,7%.

In Italia assistiamo ad un processo simile. Il 2018 da questo punto di vista è un anno di svolta, con Mediaset che cercherà di capire cosa fare della sua pay tv, in un contesto complessivo nel quale il digitale terrestre sembra sempre meno competitivo.

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