Caccia ai furbetti del pezzotto

Sky “pezzotto”, o più semplicemente IPTV illegale.

Il nome “pezzotto” arriva dalla Campania, la regione in cui il sistema pirata avrebbe (il condizionale è d’obbligo) il maggior seguito. Tuttavia viene usato in gran parte di Italia per indicare appunto le IPTV illegali.

Con la crescita della banda larga il sistema, che necessita di una connessione stabile e relativamente veloce ha visto una diffusione esponenziale. Sopratutto negli ultimi due anni.

Il pezzotto, in parole povere, consente di vedere Dazn, Sky e Netflix con pochi euro ogni mese (sono disponibili anche abbonamenti annuali con cui si può risparmiare ulteriormente). E ovviamente in maniera totalmente illegale.

Sicuramente a tutti sarà capitato di sentir parlare di questo sistema per vedere tutto spendendo pochissimo. Peccato che, come abbiamo già spiegato in altri articoli, del grosso fatturato raccolto dalle IPTV illegali niente va a finire nelle casse delle pay tv. E di conseguenza nulla arriva ai detentori dei diritti e alle leghe sportive.

Decoder Pezzotto

Operazione anti pezzotto. Beccati finalmente i furbetti

Dopo il blitz di luglio, a Palermo, in cui le forze dell’ordine hanno scovato le macchine di Zsat (uno dei server più noti) continua la battaglia contro le IPTV illegali. È di questi giorni l’ultimo attacco che riguarda gli utenti di Xtream Codes.

Ora gli “abbonati” a questi servizi rischiano multe fino a 25.000 euro, ma anche il carcere fino a 3 anni.

L’”operazione Eclissi” (questo il nome delle recenti attività anti pezzotto) è il colpo più duro mai inflitto ai network di televisioni illegali.

Una pratica illecita che coinvolgerebbe, secondo l’indagine firmata Fapav-Ipsos, ben  5 milioni di italiani, generado perdite per circa 700 milioni di euro per le tv a pagamento come Sky.

I rischi degli “abbonati” al pezzotto

Tutti adesso rischiano guai con la giustizia. Il comandante del “Nucleo speciale tutela della privacy e frode tecnologica”, colonnello Giovanni Reccia, ha spiegato che sono coinvolti degli investigatori che intendono risalire agli utenti che hanno sfruttato il servizio illegalmente in questi anni. E si preannunciano conseguenze abbastanza serie.

Pezzotto multe salate

Grazie alla raccolta degli indirizzi IP ed all’uso delle carte di credito per i pagamenti, essere scoperti non è difficile.

Al momento del blitz il famoso portale Xtream Codes aveva 700mila utenti online: non basta quindi colpire solo chi trasmette IPTV e relativi codici di accesso, che nello specifico è accusato di violazione del diritto d’autore e di frode informatica, ma anche chi ha acquistato i diritti ad accedere a flussi video illegali via IPTV.

In questo caso si rischia una sanzione penale ed il risarcimento da corrispondere alla pay-tv violata: nello specifico si annunciano multe dai 2.582 euro ai 25.822 euro, più il carcere da minimo 6 mesi fino a 3 anni.

Il punto della questione non riguarda quindi il mezzo attraverso cui si guarda l’IPTV (Card Sharing, decoder o tv-box). Ai fini della salata sanzione potrebbe essere sufficiente possedere le chiavi di accesso pirata o l’indirizzo IP, perché l’illegalità starebbe proprio nel mancato pagamento del canone del servizio che stiamo guardando in modalità “pirata”.

Il flusso dati generato dalle IPTV è facilmente tracciabile dalla polizia: questo significa che se finora non si è stati colti in fallo è stato solo per fortuna. I furbetti, a quanto pare, stavolta verranno beccati quasi tutti.

Cosa ne pensi di questa caccia ai furbetti della tv pirata? Sei d’accordo con l’ipotesi di sanzioni così severe contro chi guardava le partite con il pezzotto? Raccontaci la tua opinione e dialoga con la redazione di UpGo.news nello spazio commenti qui sotto.

4 commenti

  1. ahahahaha si perche’ chi si abbona al “pezzotto”, lo fa pagando con carte di credito e usando il suo indirizzo Ip per vedere le tv. Ma siete seri?

  2. Sì sono più ke d’accordo, bisogna punire con leggi severe ki trasgredisce la legge, affinkè possa venire premiato ki la rispetta.

  3. Si certo andate alle isole vergini o similii a chiedere la chiave di criptazione di una vpn a 256 bit con sede legale in loco. Ahahaha

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