RaiMovie spenta per sempre. Bufala o realtà? Nei giorni scorsi la notizia della chiusura di RaiMovie ha fatto il giro della rete suscitando tantissime polemiche. Sui social sono in tanti a gridare il loro disappunto per una scelta scellerata che eliminerebbe dai palinsesti un luogo sacro per i cinefili. Davvero RaiMovie è così amata? Ma sopratutto, la notizia del suo spegnimento è vera o è tutta una bufala?

RaiMovie chiude
RaiMovie chiude. O forse no. Ecco la verità sula polemica Rai di questi giorni.

Piccola premessa: è veramente difficile raccontare e commentare le scelte che riguardano la Rai perché troppo spesso, le scelte editoriali ricadono immancabilmente nella più inutile e capricciosa polemica politica.

Anzi, partitica. Proprio come sta succedendo in questo caso.RaiMovie chiude!La discussione su un bene di tutti che è la Rai, diventa terreno di dispettucci fra forze politiche contrapposte.

E quindi, potremmo dire che l’esaltazione dei titoloni del tipo “RaiMovie chiude” è fortemente alimentata da una rivalità politica, contro il Governo in carica che, come tutti sanno, ha il compito de facto di nominare la dirigenza Rai (cosa discutibile ma non certo decisa dall’Esecutivo in carica).

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E così la voglia di bastonare, di alcuni giornalisti, ha forse fatto perdere un po’ la bussola, raccontando una realtà dai contorni alterati.

In effetti, nel nuovo contratto di servizio che l’azienda Rai intende presentare allo Stato svaniscono alcuni canali e si modificano alcune scelte editoriali.

RaiMovie, in teoria sparirebbe. Ma si tratta più che altro di un cambio di nome perché l’AD Salini insieme ai suoi collaboratori hanno in realtà, stando allo stesso contratto di servizio, rilanciato fortemente sul cinema, veicolato non solo da RaiMovie ma in un’ottica più moderna e quindi spiccatamente multipiattaforma.

Un’analisi non difficile da preparare – e che noi abbiamo fatto – che non racconta, a dirla tutta, un dietrofront sul cinema.

Tutt’altro.RaiMovie andrebbe verso una declinazione più tematica sul target. Cancellare del tutto il progetto non avrebbe senso.

Anche perché RaiMovie, in termini di audience e raccolta pubblicitaria, è un prodotto che funziona. Si pensa ad una rivisitazione sul target femminile, quello più amato dai pubblicitari, capace di variegare un po’ di più l’offerta di contenuti del canale.

Fondendolo, di fatto, con RaiPremium (altro canale bello infarcito di repliche). Il nuovo canale in realtà, sarà editorialmente più forte e capace di affrontare un futuro sempre più competitivo, nel quale, veicolare film su palinsesti lineari diventerà anacronistico. Nel mondo tutto on demand oggi dominato da Netflix, l’attitudine a guardare film con il vincolo d’orario sta rapidamente morendo.

Per questo la nuova RAI, in realtà, sta pensando al prodotto cinema in maniera globale. Ci sarà sì il nuovo canale a sostituire e potenziare gli attuali RaiMovie e RaiPremium ma ci sarà soprattutto tanto cinema a rafforzare l’offerta di RaiPlay, piattaforma che resterà gratuita, di tutti gli italiani ma che dovrà reggere la concorrenza di Prime Video, Netflix e la futura Disney+.

Non c’ è tempo, quindi, per rilassarsi e pensare alle polemiche della politica. La Rai è una grande azienda culturale del Paese, strategica e patrimonio di tutti.

Ogni commento, ogni critica, andrebbe bene se fatta nel merito delle scelte editoriali e tecnologiche. Ma prima, ribadiamo, è bene che il nuovo contratto di servizio venga letto sul serio, invece di scaraventarsi subito sul titolo urlato. RaiMovie chiude. Ma visto che il mondo è cambiato cercherà di diventare grande.

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