Buongiorno a tutti e bentrovati, oggi tratteremo un argomento un po’ diverso dal solito, infatti non mi cimenterò nelle solite recensioni o guide tv Netflix, ma come avrete capito dal titolo vorrei analizzare un po’ i fatti che sono accaduti attorno alla serie Sense8.

Sense8 cosa è successo
Cosa è successo con il caso Sense8 e come è cambiato il rapporto tra Netflix e i suoi abbonati. L’ analisi di Giovanni Garassino.

Come ormai arcinoto la serie è stata cancellata circa un mese fa, dopo solo due stagioni. A dare l’annuncio è stato Cindy Holland, vice presidente di Netflix. Questa dichiarazione ha lasciato tutti sorpresi per diverse ragioni: in primis lo show era un “cult” della piattaforma di streaming, scritta e diretta dalle sorelle Wachowski (si hanno cambiato sesso entrambi, prima erano due fratelli), geniali creatori della saga di Matrix; in secondo luogo era uno degli show più visionari e interessanti del palinsesto e aveva una fan base consistente.

Subito mi sono chiesto quale fosse il vero motivo della cancellazione e, dato che Netflix non concede i dati sugli ascolti, ho iniziato a cercare sui social le diverse pagine dei fan di Sense8 trovandomi davanti al fatto che la serie fosse davvero tanto seguita e apprezzata (almeno per quello che da li poteva trasparire).

Pertanto non mi capacitavo del fatto che la motivazione potesse essere meramente economica, benchè lo show sia girato in 8 città diverse sparse per il mondo.

A questo punto, ho elaborato una mia personale teoria: penso che il lato economico sia stato rilevante dal momento in cui l’investimento fatto sulla serie (decisamente alto) non sia stato ripagato in pieno dalle visualizzazioni della serie e, al contempo, le pretese delle registe per la successiva stagione sarebbero state ancora più dispendiose, arrivando quindi ad un contrasto inevitabile con la casa di produzione.

La cosa che mi ha più sorpreso è stata la reazione dei fan: odio totale verso la piattaforma di streaming. Capisco molto bene la frustrazione che si può provare dinanzi ad un evento del genere, ma contemporaneamente, se la serie è fallimentare dal punto di vista del businness, Netflix ha tutti i diritti di chiuderla, dopo tutto si sta parlando di una azienda privata, che ha nel guadagno la sua mission.

Il caso Sense8 ha fatto svegliare dal sogno i fan di Netflix. Anche loro, ragionano per “ascolti” e obbediscono al dio denaro.

Quello che ho notato è stato il fatto che gli abbonati di Netflix si siano trovati di fronte ad una relatà che nemmeno immaginavano: avevano sempre visto la piattaforma come un luogo sicuro, quasi idilliaco, diverso da tutte le altre major e dalle logiche del guadagno a tutti i costi. Purtroppo però si sono svegliati bruscamente da questo sogno.

A questo punto è iniziata una campagna agguerritissima sui social contro Netflix: disiscrizioni di massa e lotte a colpi di ashtag, che sono stati per giorni in cima alle tendenze di Twitter. Volevano a tutti i costi il rinnovo della serie scagliandosi aspramente contro un decisione per loro incomprensibile e ingiusta.

A questo punto però è arrivato il lieto fine: pochissimi giorni fa Netflix annuncia che per Sense8 ci sarebbe stato un episodio conclusivo di 2 ore in inverno. Notizia per me molto bella perché è il modo giusto e dignitoso di dare termine ad una serie, che come ho già detto è un cult.

Anche in questo caso è partita un’altra campagna social, dai toni ancora forti, che si può riassumere con: “abbiamo vinto noi, abbiamo battuto Netflix”. Anche in questo caso vorrei spendere due parole sulla reazione social, apparsa ancora una volta, a parer mio, esagerata.

Capisco perfettamente che per chi si è battuto per questa campagna questa sia una vittoria, ma bisogna notare come in realtà Netflix, se ha preso una posizione del genere, lo ha fatto consciamente e con forza e non penso si lasci così facilmente influenzare dai fan (importanti che siano, non lo metto in dubbio), se per una serie rischia davvero perdite ingenti.

E alla fine Netflix ne è uscita benissimo

A questo punto, però, voglio chiudere con una provocazione. Tutta questa storia, per una serie che per di più non è mai nemmeno stata pompata su YouTube come Tredici, Stanger Things o Una Serie di Sfortunati Eventi, ha messo Netflix al centro dell’attenzione mediatica per un mese buono, tutti ne parlavano e tutti ne scrivevano (bene o male poco importa, l’importante è che se ne parli diceva qualcuno…), mi sorge quindi spontanea una domanda: se Netflix avesse fatto di necessità virtù, cancellando una serie che era comunque a rischio, ma decisamente nota, per alzare un polverone mediatico e comunque attirare o incuriosire altre persone a conoscere la piattaforma?

Non lo sapremo mai, ma vedendo come sono andate le cose, a mio avviso Netflix ci ha solo guadagnato.

Un saluto a tutti i Netflix addicted da parte mia e di tutta la redazione di UpGo.news! Alla prossima!

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