Recentemente Netflix sta inserendo svariati film risalenti agli ultimi anni, tutti di buon livello, tra i quali ho trovato una pellicola che ho adorato, Sin City.

Sin City su Netflix. La Recensione

Il film del 2005, diretto da Robert Rodriguez, Frank Miller e Quentin Tarantino (solo per un episodio), è tratto dall’omonimo fumetto di Frank Miller e ne racconta quattro episodi: Il cliente ha sempre ragione(solo accennata e divisa tra inizio e fine del film), Un duro addio, Quel bastardo giallo (diviso in parte uno e parte due) e Un’abbuffata di morte (diretta da Tarantino per la cifra simbolica di 1 dollaro per sdebitarsi con Rodriguez che aveva scritto alcune musiche per Kill Bill per la stessa cifra). La pellicola è stata oltretutto presentata al 58° Festival di Cannes.

La trama è particolare ed elaborata in quanto si divide in episodi come precedentemente detto, pertanto non mi voglio addentrare nei dettagli. Basti sapere che troviamo in una città, Sin City appunto, in cui la criminalità la fa da padrona: assassini, politici corrotti, poliziotti e prostitute sono i protagonisti della nostra storia.
Essendo fan della saga a fumetti di Frank Miller ho potuto notare come una delle sue più gran di opere sia portata al cinema con fedeltà assoluta: sembra quasi che il fumetto sia stato la vera e propria sceneggiatura del film.

Ricorrono più volte le stesse inquadrature viste nelle tavole, come anche i dialoghi che le ripercorrono pari pari e persino i colori, che sono la vera particolarità del film e del fumetto dato che è tutto in bianco e nero, a parte qualche dettaglio come ad esempio gli occhi di qualche protagonista e gli schizzi di sangue (molto ricorrenti)
Sin City è senza dubbio una dei migliori cinecomic che si possono trovare in circolazione, proprio perché ricalca benissimo (molte volte come ho detto proprio shot by shot) il fumetto.

Il lato negativo della questione è che non si riesce a capire quanto di Rodriguez ci sia nella pellicola e sembra davvero che Miller sia la colonna portante, non solo per quanto concerne la trama, ma anche per molte scelte direttive e artistiche.

La cosa che sicuramente colpisce di più è la fotografia (elemento portante nel film) ottenuta tramite un espediente particolare, il chroma key. Filmando tutto in digitale e a colori tramite questa tecnica è stato possibile rielaborare tutte le sceneggiature in post produzione (con un lavoro davvero minuzioso e perfetto) al fine di rendere l’effetto di contrasto bianco nero, che rende fedeltà al fumetto e che risulta perfetto per il genere noir dell’opera.

In conclusione Sin City, oltre ad una trama appassionante, è qualcosa che non si è mai visto nella storia del cinema: la trasposizione fedele del fumetto unita ad un uso sapiente della tecnologia creano davvero un prodotto unico.

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