La realtà è che per i tifosi italiani la situazione del calcio in tv è oggi peggiorata. I nuovi diritti tv, l’uscita di scena di Mediaset Premium e l’esordio di Dazn hanno fatto ripiombare i tifosi italiani negli anni, non troppo entusiasmanti, della concorrenza tra Stream e TelePiù.

Loghi di Stream e Telepiù
Come ai tempi di Stream e Telepiù. Il calcio in tv torna ai tempi del duopolio Telepiù – Stream. Per vedere il calcio, tornano indispensabili due abbonamenti pay tv.

Anni di guerre che si rivelarono senza senso, né per i telespettatori tantomeno per le aziende coinvolte. Tanto che alla fine le due rivali convolarano a nozze, in una complicatissima fusione (piena di paletti Antitrust) che diede vita all’attuale Sky.

La realtà è che all’autorità italiana alla concorrenza piace un calcio gestito da almeno due soggetti. Il grande pubblico invece, alla fine, preferisce il monopolio. Almeno fin quando, la presenza di due broadcaster è causa della necessità di due abbonamenti per vedere tutta la Serie A.

Due abbonamenti per vedere tutto il calcio

Sì perché da quest’anno chi vorrà vedere l’intero campionato di Serie A e magari anche le partite di B, dovrà abbonarsi a Sky ma anche pagare il ticket mensile Dazn.

Sky, occhio al gioco di parole e concetti, da quest’anno possiede più esclusive ma trasmette meno partite. Sembra una contraddizione vero?

Mentre infatti fino alla scorsa stagione tutta la Serie A si poteva vedere su Sky (con alcune partite trasmesse anche da Premium) quest’ anno è tutto diverso. Ciò che manda in onda Sky non va su Dazn e viceversa.

Le partite trasmesse da entrambe le piattaforme sono quindi esclusive (la parolina magica che piace tanto alle tv e alla Lega).

Quindi anche la piccola Dazn ha sì solo tre partite la settimana ma le trasmette solo lei. E chi è abbonato a Sky non vede le tre partite di Dazn.

Chiaro? Vi piace? Probabilmente no. Perché come detto torna una logica del doppio abbonamento che alla fine non è proprio libera concorrenza ma più una spartizione forzata del pubblico calciofilo.

Proprio come fu ai tempi di Stream e TelePiù quando i diritti erano suddivisi per “campi”. Una partita giocata nello stadio della Roma andava in onda su Stream e solo lì. E quindi, proprio come oggi nessun broadcaster era in grado di garantire la trasmissione di tutti i match di una singola squadra.

Anche l’offerta calcistica di Sky, anche se più ricca di esclusive, è nel suo complesso, percepita più povera. Quest’anno infatti si vedranno 7 partite su 10 e quindi non tutte. E non si vedrà la Serie B, questa trasmessa tutta quanta su DAZN.

Una situazione complicata forse nemmeno compresa ancora da tutti i tifosi italiani. Bisognerà vedere come reagirà il pubblico, il primo weekend di Serie A, quando il match interessantissimo tra Lazio e Napoli andrà in onda solamente sullo streaming di DAZN e non verrà trasmesso da nessun canale Sky.

Bisognerà capire quanto gli abbonati di Sky che pagano su per giù quanto pagavano lo scorso anno, saranno disposti a rinunciare a circa un terzo delle partite di A, senza pretendere lo sconticino sul super costo mensile di Sky.

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