Telepiù 1

Ai più giovani il logo qui sopra non dirà nulla. Oggi riviviamo insieme qui su UpGo.news, la storia della prima storica pay tv italiana. Telepiù. Come vedremo all’inizio l’offerta a pagamento è costituita da una triade bellissima.

Stiamo parlando di Telepiù 1 e Telepiù 2. Il primo dedicato al cinema, il secondo solo allo sport. Poi c’era anche un terzo canale, teoricamente dedicato alla musica e alla cultura che però non decollò mai veramente e che criptava solo una minima parte del proprio palinsesto.

Gli appassionati di cinema di una certa età guarderanno sicuramente con un po’ di nostalgia al marchio di rete di Tele+1. Un gioiellino oggi improponibile, fatto di un palinsesto lineare classico e una qualità di visione analogica. Eppure, Tele+1 visse un’epoca diversa, quella nella quale la televisione a pagamento era uno status symbol. Un club privato esclusivo, per veri appassionati di cinema e sport.

Tele+1 non era solo un canale televisivo. Era un cineclub da frequentare ogni sera, dal divano di casa. Un’offerta infinitamente più contenuta di quella attuale di Sky Cinema eppure condita di una magia che forse non è più possibile trovare tra le mille declinazioni e offerte della tv moderna.

Ma come nasce e soprattutto, come muore, la vecchia TelePiù? Ecco, in poche righe, la storia della prima tv a pagamento italiana.

Telepiù tv a pagamento storia della piattaforma

Telepiù. La prima storica tv a pagamento italiana. Ripercorriamo le principali tappe della piattaforma che ha fatto sognare gli italiani.Chi si ricorda Telepiù? Prosegue la nostra serie di post memoria con la Storia di Telepiù.

Era il 1990.
I romantici di tutto il mondo sognavano con film come Pretty Woman, Ghost, Edward Mani di Forbice. Video Music trasmetteva in continuazione Nothing Compares 2 U, la struggente canzone di Prince interpretata da  Sinéad O’Connor.
Gli Stati uniti erano governati da Bush (padre) e Saddam Hussein invadeva il Kuwait scatenando la prima Guerra del Golfo.

Nel frattempo, in Italia, il Parlamento approvava la Legge Mammì sulla disciplina del sistema radiotelevisivo pubblico e privato in italia.

Ad aggiudicarsi tre concessioni televisive per una piattaforma a pagamento è una società controllata dal tedesco Leo Kirch ( col 45%), Vittorio Cecchi Gori ( col 35%) e un nome ben noto nel panorama televisivo: Silvio Berlusconi ( col 10%).

La società si chiama Telepiù Spa, e a partire dal 4 Novembre del 1990 inizia la programmazione con tre canali in chiaro: Tele+1, Tele+2 e Tele+3, che si occupavano rispettivamente di cinema, sport e cultura.

Nel 1991, le trasmissioni iniziano ad essere criptate: per poter guardare i contenuti era necessario abbonarsi e utilizzare il decoder in dotazione Tele+. Dopo una massiccia campagna pubblicitaria, il 1 Giugno del ’91 Tele+ trasmette  il film “Blade Runner” di Ridely Scott solo a pagamento. Nasce la prima pay tv italiana.

Le cose non vanno bene, i risultati non sono quelli sperati e Telepiù tocca una perdita di 150 miliardi di lire.

Nel 1993 Telepiù introduce un’altra importante novità, raggiungendo un accordo con la Lega Calcio per la diretta del Campionato di Serie A. Il 29 Agosto, per la prima volta nella storia della televisione italiana, viene trasmessa una partita a pagamento: si tratta di Lazio- Foggia, finita 0-0.
Tele+2, dedicata allo sport, diventa a pagamento e la sua redazione sportiva è affidata ad Aldo Biscardi, che trasferisce sulla pay tv anche il suo intramontabile Processo.

Nonostante il colpo grosso, Telepiù continua ad essere in perdita.
Cecchi Gori decide di vendere la sua quota, in forte disaccordo con Berlusconi, privando la società del suo copioso magazzino cinematografico.

Nel 1995 entra in scena un nuovo socio, il sudafricano Johann Rupert, già proprietario di altre pay tv in europa e Sudafrica, e anche Tele+3 diventa criptata per alcuni contenuti, salvo 13 ore al giorno, in cui trasmette l’edizione europea di MTV, ma già un anno dopo Rupert cede la sua quota alla francese Canal Plus.

Con la fuoriuscita, l’anno successivo, della partecipazione tedesca, Tele+ diventa per il 90% di proprietà dei francesi, mentre il restante 10% resta alla Fininvest.

Il Rilancio di Tele+

Nel 1997 la pay Tv è protagonista di nuovi, importati cambiamenti. Il più eclatante riguarda l’offerta satellitare, con la nascita di D+ ( che va a sostituire i precedenti Telepiù Satellite e DStv) e il mutamento dei tre canali analogici che diventano Tele+ NeroTele+Bianco (con contenuti di cinema, fiction e grande sport), a cui si affianca Vetrina D+, destinata alla promozione del servizio satellitare, che sembra diventare la carta su cui i francesi puntano tutto.

Leggi anche: Le serie tv su Sky. La nostra recensione

Il satellitare infatti è molto conveniente anche per la mancanza di frequenza libere e per la legislazione italiana che è piuttosto restrittiva sul numero di canali che possono trasmettere al livello nazionale.
Il satellitare consente decine di canali televisivi a disposizione degli abbonati.
Come spesso accade, quello che avviene nei mesi successivi è una questione di azioni che porta nel 2003 Tele+ a confluire con Stream nella nuova pay tv satellitare: Sky Italia srl.
Il 31 Luglio del 2003 iniziano le tramissioni di Sky Italia e, dopo pochi giorni, parte il canale Sky Tg24.

Ormai l’era delle parabole è in pieno svolgimento, e sempre più telespettatori montano le antenne sui terrazzi o sui balconi per accedere ai contenuti, sempre più accattivanti.

Telepiù spot storici

Godetevi la nostra carrellata di spot storici di Telepiù…

Lascia un tuo commento

Please enter your comment!
Please enter your name here