Per la nostra serie di recensioni Netflix è oggi il momento di affrontare l’ argomento Stringer Things, serie TV orignale molto pubblicizzata e acclamata come forse il prodotto più interessante uscito quest’ anno.

Stranger Things recensione
Stranger Things è la più bella serie Netflix del 2016. Un originals riuscitissimo. Un omaggio agli anni ’80 che però non rinuncia a raccontare qualcosa di nuovo.

Ci troviamo in un paesino dell’Indiana negli anni ’80 e una sera un ragazzino di nome Will Byers, dopo aver giocato con gli amici, sparisce misteriosamente. Questo è l’evento che da il via alla serie, che viene sviluppata, come precedentemente rivelato dagli autori Matt e Ross Duffer, secondo tre filoni narrativi che si sviluppano, magistralmente, in parallelo.

Il primo è quello degli amici di Will, Mike, Lucas e Dustin, che, inforcate le loro biciclette, cercano in ogni luogo l’amico; il secondo è quello dei due adolescenti Nancy, la sorella di Mike, e Jonathan, fratello maggiore del ragazzino scomparso; infine abbiamo quello degli adulti, formato da Joyce, madre di Will e interpretata da Winona Ryder, e Jim, il capo della polizia del paesino.

Queste storyline si alternano nel migliore dei modi, lasciando sempre un po’ di suspense, e soprattutto sono tutte incredibilmente coinvolgenti, cosa che rende le otto puntate della stagione molto gradevoli da seguire, senza mai stancare.

Non è facile identificare un genere preciso per la serie, che ha comunque la mitica fantascienza anni 80’ come punto di base. Ogni filone narrativo ha un suo carattere. Guardando le peripezie del gruppo dei tre ragazzini respiriamo il lato più avventuroso dello show, mentre con gli adolescenti sono sicuramente più presenti elementi horror. E poi le vicende degli adulti, lo sceriffo e la mamma di Will, che spaziano dal soprannaturale al thriller. La tensione resta sempre alta ed è davvero difficile staccarsi dallo schermo.

La serie è profondamente legata in tutto e per tutto, dall’ambientazione alle meccaniche, agli anni ’80.

Si avverte il debito che questo prodotto ha con cult movie come i Goonies ed E.T. ma anche come La Cosa e Gremlins.

Quello che vorrei far notare però è come, se da un lato i fan dei film e delle serie TV dell’epoca trovano pane per i loro denti, Stranger Things non è fanservice: i creatori della serie sono riusciti a creare un prodotto moderno e godibile, che a conti fatti risulta davvero uno dei fiori all’occhiello di Netflix per il 2016.

Come se non bastasse la colonna sonora è azzeccatissima, la sigla e il logo della serie sono un piccolo capolavoro. Che belli questi nuovi anni ’80!

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