Nel consueto spazio dedicato alla review di nuovi prodotti seriali, gestito da Giovanni Garassino, parliamo oggi del nuovo original Netflix The Cloverfield Paradox. Vale la pena guardarlo?

The Cloverfield Paradox
The Cloverfield Paradox. Vale la pena vederlo? Ecco la nostra recensione della nuova pellicola original Netflix.

Oggi vi vorrei parlare nel dettaglio di un film da poco uscito su Netflix: The Cloverfield Paradox.

La pellicola si inserisce nell’universo narrativo della saga di Cloverfiled, monster movie del 2008 diretto da Matt Reeves e prodotto da J.J. Abrams. Questa serie è ad oggi composta da tre film (Cloverfield; 10 Cloverfield Lane; The Cloverfield Paradox), tutti collegati al tema principale dell’invasione di creature aliene e mostruose sulla terra.

The Cloverfield Paradox è diretto da Julius Onah e ancora prodotto da J.J. Abrams: distribuito da Paramount Pictures è stato portato da Netflix sulla piattaforma di streaming, uscendo in anteprima mondiale. Il film ha avuto una campagna di marketing davvero vincente: Netflix ha tenuto tutti all’oscuro ed ha fatto trapelare il primo trailer in concomitanza del Super Bowl.

L’interesse verso il film è dovuto anche alla curiosità di approfondire la storia dell’universo di Cloverfield e vedere anche i cambiamenti alla regia e di genere dell’episodio. Ogni film infatti, benché inserito nello stesso contesto narrativo, ha una sua identità precisa. Se Cloverfiled era un monster movie in found footage, il seguito invece un film claustrofobico di sopravvivenza, l’ultimo è ambientato in una stazione spaziale, riprendendo un po’ quel tipo di trhiller di fantascienza lanciato anni fa da Alien.

The Cloverfield Paradox racconta di una stazione spaziale creata per salvare dalla distruzione la terra: le risorse energetiche ormai scarseggiano e gli astronauti sono incaricati di creare una nuova tipologia di energia grazie ad un generatore di particelle. Attivandolo però, accade l’imprevisto: un paradosso spazio temporale proietterà i protagonisti in una dimensione parallela, dove avranno a che fare con degli imprevisti davvero incredibili.

Non vi svelerò il collegamento con la serie, che è un bel colpo di scena nel film. I protagonisti si troveranno però ad affrontare diverse situazioni tipiche del genere: misteri sull’astronave, parti da riparare e il sospetto reciproco. Nel compenso quanto si vede su schermo non è nulla di innovativo per il genere, ma il film si sviluppa bene e riesce in modo vincente a comunicare ansia e paura (ci sono anche alcune scene abbastanza forti, il che lo rende inadatto alla visione dei più piccoli).

Il cast, variegato e ben assortito (tra i quali spicca Daniel Brühl), fornisce interpretazioni abbastanza di livello, anche se in alcuni casi le performance non sono eccellenti. Qualche incertezza di troppo in alcune scene fanno storcere il naso, ma nel compenso si riesce a restare calati nell’atmosfera.

Concludendo The Cloverfield Paradox è un film che non ha nulla di innovativo nel genere (a differenza dei film precedenti del franchise), ma è realizzato con una buona tecnica. La mia considerazione più amara è questa: la pellicola attira l’attenzione perché inserita all’interno della saga e il desiderio di capire come il tutto si colleghi invoglia nella visione del film. In fin dei conti è una visione che io promuovo, da amante della saga, ma se fossi estraneo alla vicenda non lo apprezzerei a pieno, anzi. Avete visto anche gli altri film? Allora guardatelo, altrimenti recuperate prima gli altri e poi buttatevi su questo.

Un saluto da tutta la redazione di UpGo.news e alla prossima!

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