Eccoci ritrovati, cari lettori di UpGo.news, per una nuova recensione! Oggi si parla della seconda stagione di “Una Serie di Sfortunati Eventi”, recentemente approdata su Netflix. Questa è senza dubbio una delle serie più attese dell’anno, quindi vediamo se le aspettative sono state rispettate. Abbiamo già parlato qui su UpGo.news TV, della prima stagione dello show.

Una Serie di Sfortuna Eventi 2
Torna Una Serie di Sfortunati Eventi su Netflix. La recensione di Giovanni Garassino

La storia racconta dei poveri orfani Beaudlaire, che dopo la misteriosa morte dei genitori, vengono affidati al perfido Conte Olaf (Neil Patrick Harris) disposto a qualunque cosa pur di mettere le mani sulla loro ingente eredità. Inizia così il pellegrinaggio dei piccoli, che si trovano costretti a repentini spostamenti, quando si vedono raggiunti dal malvagio tutore. All’inizio di questa stagione, troviamo i ragazzi in una scuola, saranno riusciti a liberarsi del Conte?

Questa stagione di Una Serie di Sfortunati Eventi riprende esattamente tutto quello che abbiamo visto nella prima stagione, portandolo ad un livello superiore di surrealismo e di comicità, pertanto invito tutti a rileggere la mia recensione della prima stagione. Oggi vorrei soffermarmi su due spunti di riflessione che si allontanano un pochino dalle solite recensioni.

Prima di ogni altra cosa Una Serie di Sfortunati Eventi si potrebbe anche chiamare tranquillamente “Neil Patrick Harris Show. Sono rimasto davvero senza parole nel notare l’abilità di questo attore, che interpreta un Conte Olaf strabiliante: anche in questa stagione il perfido tutore si camufferà e vedere sullo schermo queste versioni alternative è incredibile.

Da notare è che è stato concesso ancora maggiore spazio ai travestimenti e ai piani strampalati del nemico, quindi la presenza scenica di Neil Patrick Harris è davvero sostanziosa: si dimostra ancora una volta un interprete di eccellente qualità e un trasformista convincente. L’attore, conosciuto ai più per aver interpretato Barney Stinson in How I Met Your Mother, è stato troppo messo da parte dal mondo di Hollywood. Sono davvero poche le pellicole di livello che lo coinvolgono (tra le quali spicca Gone Girl) e non riesco a capire come sia possibile*: vederlo in azione è qualcosa di incredibile.

Il mio giudizio sulla performance è anche dovuto al fatto che è stiamo parlando della colonna portante della serie, che riesce ad interpretare un personaggio complessissimo (davvero facile che il Conte Olaf risulti ) in modo convincente e memorabile.

Questo show è sempre di più, a mio avviso, un prodotto cult per ragazzi. Sono conscio che la serie, ispirata ai romanzi di Lemony Snicket, possa essere apprezzata anche dagli adulti, ma è ideata per i più giovani.

Netflix ha come caratteristica peculiare quella di aver dato spazio alle produzioni più spinose, anche potenti, che spesso l’industria americana delle grandi case scartava, basti pensare al recente Altered Carbon.

Così la nomea del sito di streaming è stata quella di contenitore di serie e film per adulti. Una Serie di Sfortunati Eventi, molto più rispetto ad uno Stranger Things, rispecchia l’attenzione della piattaforma per i più piccoli: anche per loro ci deve essere un prodotto maturo e di sostanza. Naturalmente questa operazione viene eseguita con i crismi di Netflix, utilizzando una fotografia da favola dark, impreziosita da colori pastello che aggiungono un tocco di onirico al tutto (ricordando a mio avviso Tim Burton e Wes Anderson). A tutto questo si aggiunge un altro punto importante, ovvero l’elemento culturale.

I Baudelaire sono interessatissimi ai libri e più volte si vede nella serie il loro amore verso la biblioteca, che è per altro un elemento ricorrente di quasi ogni luogo in cui soggiornano, fateci caso. In più i dialoghi sono sempre preziosi: vengono usati vocaboli ricercati e vengono utilizzate molte figure retoriche, tra le quali spicca l’allitterazione. Prodotto per bambini? Forse, ma con estrema cura e qualità.

Per oggi è tutto, cari lettori! So di non aver confezionato una recensione classica, ma avendo già affrontato nella prima stagione l’analisi della struttura della serie, della fotografia e dell’intreccio non volevo essere ripetitivo e ho scelto, come spiegato precedentemente, di concentrarmi su alcuni spunti che ritenevo validi. Attendo il vostro feedback! Alla prossima, sempre qui su UpGo.news!

*PS: Neil Patrick Harris è dichiaratamente omosessuale, è spostato e ha due figli. Molti sostengono che il suo non essere in voga sia dovuto a questo: io preferisco non entrare in un dibattito del genere, anche perché non voglio credere che certe illazioni possano essere vere.

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