YouTube cambia rotta, almeno sul fronte della musica on line. Una nicchia di mercato non di poca importanza, visto che secondo gli analisti più autorevoli lo sviluppo del videosharing, agli inizi 2000, avvenne proprio grazie alla spinta prepotente della musica gratuita e squisitamente on demand. Su richiesta, personale e privata.

YouTube a pagamentoYouTube, poi acquisito dal gigante Google – sostituì quindi in brevissimo tempo – la tv giovane, quella musicale che campava prevalentemente sulla rotazione di videoclip. Su tutte MTV che virò verso altri generi. Pochi lo ricordano – ma il cambiamento fu repentino ed epocale. YouTube stava diventando il punto di riferimento per l’ ascolto libero della musica on line, stravolgendo le logiche del mercato discografico.

YouTube è oggi una delle poche isole rimaste di quello che al tempo era il vasto arcipelago dell’ internet gratuito. Miriadi di servizi e tecnologie che nel tempo hanno dovuto trovare il modo di monetizzare davvero – al di là dei fumi della new economy – o con la pubblicità o con micro-pagamenti in abbonamento.
La verità è che YouTube costa e che il mondo della pubblicità on line a video è ancora acerbo. All’ interno della strategia globale del motore di ricerca di Mountain View il portale trova il suo spazio ma la verità è che se YouTube dovesse reggersi sulle proprie gambe – e solo sulle sue – probabilmente non resterebbe in piedi a lungo.

Il giornalismo sensazionalista ha già dato la cosa per acquisita. YouTube introdurrà un servizio in abbonamento. Probabilmente la virata verso il pay sarebbe troppo avventata, troppo rischiosa. Google & family devono muoversi con astuzia e cautela, in maniera quasi elefantiaca. Il rischio vero non è tanto perdere quote di mercato – quanto perdere credibilità nei confronti dell’ utenza. E Google ha – come suo più grande patrimonio – la simpatia degli internet users. La grande G è per molti sinonimo di libertà, gratuità, neutralità. Convincerli a pagare dopo anni (secoli in termini di epoche digitali) di totale e assoluta gratuità sarà difficile.

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Per questo probabilmente si opterà inizialmente per un servizio premium, che permetterebbe come altri servizi ci hanno abituato la visione senza l’ antipatica pubblicità. Forse – per chi non vuole attraversare il fiume – tutto resterà così com’ è ora. Ma prima o poi il fiume dovremmo attraversarlo tutti. Nessun pasto è gratis scriveva l’ economista Milton Friedman e di questa verità dovremmo prima o poi convincerci tutti. Per ora l’ antipasto, offerto dalla casa, la miriade di contenuti che ci ha stravolto la vita potenziando conoscenze e velocità di accesso ad esse, ha segnato l’ inizio di una nuova epoca per la nostra specie. Questo è solo l’ inizio di un futuro meravigliosamente digitale.