Parliamo di digitale terrestre e di un piccolo pezzo di storia della televisione a pagamento: Dahlia Tv. Un’offerta che proveniva dalla fredda Scandinavia per riscaldare le serate dei telespettatori italiani. Un menù senza cinema e serie tv ma semplice semplice, a base di calcio e programmi per adulti. Tanto, il telespettatore maschio, cosa dovrebbe volere di più? E invece, alla fine il progetto non andò benissimo. Anche se il fallimento non fu dovuto proprio alla linea editoriale quanto alle difficoltà di scontrarsi, sulla medesima piattaforma con un gigante come Mediaset Premium (e con una Lega Calcio che alla fine spacchettò i diritti con forse un po’ troppo riguardo nei confronti del Biscione). Oggi, per il nostro ciclo “UpGo.news Story” facciamo un salto nel passato e andiamo a scoprire Dahlia Tv.

Dahlia Tv
C’era una volta Dahlia Tv sul digitale terrestre. Calcio, sport estremi e programmi hot. Una ricetta semplice, tutto rivolta ai maschietti, per un Davide che non riuscì a sconfiggere Golia.

Nel corso degli anni sul Digitale Terrestre hanno fatto capolino diverse piattaforme, e non tutte hanno goduto di sufficiente visibilità e fortuna.

Tra queste si annoverano anche Dahlia TV, una piattaforma televisiva lanciata dal gruppo Dahlia TV S.r.l. nel Marzo 2009 in sostituzione di Cartapiù, ovvero quella che era la piattaforma pay per view di La7. Obiettivo di Dahlia, ovviamente, sfidare l’altro player operante sul DTT, ovvero Mediaset Premium.

Molti probabilmente ricorderanno Dahlia TV come una piattaforma televisiva votata principalmente all’intrattenimento di un pubblico maschile, proponendo diverse reti specifiche legate al mondo del calcio (accese, tranne un paio, solo durante le partite), una rete più generale dedicata sport, una agli sport estremi, e addirittura un ramo dedicato interamente all’eros con filmetti per un pubblico di adulti.

Complessivamente l’offerta era composta da 16 canali suddivisi in:

  • 8 canali dedicati al calcio e allo sport (di cui solo 3 attivi tutta la settimana)
  • 3 canali dedicati all’intrattenimento
  • 4 canali dedicati a contenuti per adulti

Questa pay tv come dicevamo trae origine da Cartapiù e venne originariamente fondata dal gruppo Telecom Italia Media nel 2005 come Cartapiù, ma nel 2008 venne ceduta al gruppo scandinavo di AirPlus TV, di proprietà della famiglia Wallenberg e quindi rinominata in Dahlia TV. A differenza di La7 Cartapiù, Dahlia si presentava come una televisione a pagamento decisamente più completa, con canali accesi h24 ed un palinsesto comunque più ricco (Cartapiù, oggi sembra incredibile, programmava in modalità pay per view cose tipo L’Ispettore Barnaby).

La piattaforma Dahlia TV debutta ufficialmente il 7 Marzo 2009 sul Digitale Terrestre.

Per sfruttare il servizio Dahlia TV era necessaria una smart card disponibile presso le ricevitorie dedicate, supermercati oppure attraverso le edicole. La rete era visibile su tutti i decoder digitale terrestri interattivi MHP ( con bollino Blu certificato da DGTVi ) oppure sui televisori digitali terrestri integrati e predisposto per la visione dei canali Pay per View (bollino Bianco certificato da DGTVi).

La piattaforma proponeva agli utenti tre diversi pacchetti (nonostante i pochi canali):

  • Dahlia 3 mesi: tutti i canali di Dahlia TV per 3 mesi a 57 euro.
  • Dahlia Silver: Dahlia Sport, Dahlia Explorer e Dahlia Eros per 12 mesi a 99 euro.
  • Dahlia Gold: Tutti i canali di Dahlia TV per 12 mesi a 149 euro.

Per promuoverne il lancio, la società propose anche la “Dahlia Cup”, un piccolo torneo fra Catania, Cagliari e Fiorentina. Proprio per trasferire l’idea che si trattava di una piattaforma particolarmente attenta a squadre, diciamo così, minori. L’evento, mai più riproposto, si tenne presso lo Stadio Angelo Massimino di Catania il 2 Agosto 2009.

Nel corso dell’anno di debutto la piattaforma cercò di accrescere la propria offerta lanciando il 28 Settembre del 2009 anche il canale Dahlia Explorer, interamente dedicato al mondo documentaristico, e incentrato su tematiche di vario genere come la scienza, l’ingegneria, e il lifestyle. Forse il canale meglio riuscito della piattaforma.

Nel Dicembre dello stesso anno inoltre, Dahlia Sport si aggiudicò i diritti esclusivi della Coppa di Lega francese.

Nel Febbraio del 2010 partirono ufficialmente le trasmissioni di Dahlia Sport 2, un canale che inizialmente era sfruttato unicamente per proporre gli avvenimenti sportivi più importanti quando il principale Dahlia Sport era occupato.

In occasione dei mondiali di calcio in Sudafrica (ovviamente la piattaforma non aveva alcun diritto per il mondiale), a partire dall’11 Giugno Dahilia Sport iniziò a trasmettere un programma in seconda serata che vedeva alla conduzione Aldo Biscardi e Sara Ventura, intitolato “Fratelli d’idahlia“. Nel corso del programma Massimo Caputi,in collegamento dallo studio di Roma, discuteva con alcuni ospiti delle ultime novità sportive legate ai mondiali.

Verso gli ultimi mesi, prese il via anche un improbabile canale generalista dal nome Dahlia Extra che trasmise solamente un programma autoprodotto e strareplicato e alcuni speciali, di dubbio gusto, su Gigi D’ Alessio. Poi fu il buio.

Durante il primo anno di vita la piattaforma registrò una media di 450.000 abbonati, seguiti da un risultato complessivo di 850.000 nell’Ottobre del 2010. La situazione non era delle migliori per l’azienda, che nel Gennaio 2011 si vide costretta a chiudere i battenti dopo un’assemblea dei soci Airplus, che decise di optare la chiusura di Dahlia TV a seguito di una scarsa vendita degli abbonamenti: solo 300.000 contro i 350.000 necessari almeno a pareggiare i debiti.

Il 24 Febbraio la società cedette i diritti della Lega di Serie A e di Serie B. La cessione delle trasmissioni avvenne esattamente il giorno dopo, il 25 Febbraio.

Guarda le offerte della tv a pagamento Sky…

Dahlia Tv logo
Logo e grafica di Dahlia Tv, la piattaforma di Airplus dedicata a calcio ed eros. Un flop televisivo passato alla storia.

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